Il duello Lanzi-Harbig

Il periodo immediatamente precedente lo scoppio della seconda guerra mondiale vide il predominio europeo sui 400 e gli 800 metri di due grandissimi campioni: l'italiano Mario Lanzi ed il tedesco Rudolf Harbig.

Mario Lanzi entra a pieno merito tra i più grandi protagonisti dell'atletica leggera italiana del secolo scorso. Atleta potente ed impetuoso, la cui esuberanza troppe volte lo porterà a compromettere la possibilità di piazzamenti ancora migliori rispetto alla medaglia d'argento delle Olimpiadi di Berlino 1936, all'argento nei Campionati Europei del 1934 e del bronzo ancora europeo del 1938, sempre sugli 800 metri. Lanzi si appropria nel 1936 del record italiano dei 400 metri con un buon 48"2, per migliorarlo altre quattro volte fino al record europeo uguagliato con 46"7 nel 1939. Negli 800 metri sempre nel 1936 eguaglia l'1'50"6 di Luigi Beccali per superarlo in tre successive riprese fino all'1'49"0 della grande giornata milanese del 15 luglio 1939.

mario lanzi rudolf harbig

Rudolf Harbig, campione d'Europa degli 800 metri nel 1938, è il primo europeo capace di togliere il record mondiale dei 400 metri agli atleti americani, correndo in 46"0 nel 1939, e soprattutto autore di una memorabile impresa all'Arena di Milano, che lo vede dominare Mario Lanzi e stabilire un fenomenale record mondiale di 1'46"6, quasi due secondi meno del precedente limite di Wooderson.

Il duello fra questi due atleti si protrae tra il 1936 ed il 1941, periodo nel quale Lanzi ed Harbig si incontrano 12 volte. Il bilancio si risolve in favore del tedesco per otto vittorie contro quattro dell'italiano.

Il "giorno dei giorni" di Lanzi ed Harbig è il 15 luglio del 1939. Italia e Germania si sono appena strette nella tragica alleanza del "Patto d'Acciaio", stipulato a Berlino il 22 maggio 1939, e l'atletica celebra l'unione strategica tra i due paesi con un incontro internazionale che vede la sfida Lanzi-Harbig come uno delle gare più ghiotte del programma. L'Arena di Milano è provvista di una pista di 500 metri, ragione per cui la partenza avviene sul rettilineo opposto all'arrivo, due italiani contro due tedeschi. Lanzi parte alla corda, alla sua destra Hans Bransscheit, Rudolf Harbig e Mario Bellini. La gara viene impostata e condotta per sette ottavi da Mario Lanzi, la cui irruenza lo induce ad impostarla sul ritmo. Ed il ritmo di Lanzi è, rispetto agli standard del tempo, assolutamente infernale: transita in 12"2 ai 100 metri, 24"6 ai 200 e 37"3 ai 300!!! Il ritmo ora rallenta per un passaggio ai 400 di 52"5 che desta comunque sensazione negli osservatori. Se gli atleti riusciranno a sostenere lo sforzo il record del mondo è in serio pericolo. Harbig è incollato alla scia dell'italiano e transita in 52"8. Sentendo il fiato del tedesco sul collo Lanzi riprende coraggiosamente a spingere sul ritmo, come testimoniano i passaggi di 1'05"8 ai 500, 1'19"8 ai 600 metri e 1'33"4 ai 700. Significa che Lanzi corre queste ultime tre frazioni di 100 metri rispettivamente in 13"3, 14"0 e 13"6. Gli ultimi 100 metri sono per lui un doloroso calvario, mentre Harbig, forte di una preparazione atletica certamente meglio impostata grazie alla guida dell'esperto allenatore Waldemar Gerschler e avvantaggiato dall'ineguagliabile servizio di "lepre" resogli dal rivale italiano, lo sopravanza sul rettilineo finale con una terrificante progressione che lo porta a sbriciolare il record mondiale precedente: 1'46"6. Secondo posto per uno sfiduciato Lanzi che chiude rallentando vistosamente in un 1'49"0 che migliora il già suo record italiano di mezzo secondo.
Il record mondiale di Harbig durerà sedici anni, con l'ovvia complicità dell'interruzione dovuta al conflitto mondiale. Il record italiano di Lanzi verrà battuto solamente nel 1963, 24 anni dopo.
A fronte dell'ineccepibile condotta di gara del tedesco, è opinione comune che, con una più oculata distribuzione dello sforzo, Mario Lanzi avrebbe potuto sicuramente correre in un tempo intorno ad 1'48".

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